sabato 11 novembre 2017

Tari "gonfiata" in numerosi Comuni italiani: FACCIAMO CHIAREZZA!

"La tassa comprende una quota fissa e una variabile. 
La parte fissa dipende da quanto è grande la casa: è in proporzione ai metri quadrati dell'abitazione. 
Mentre quella variabile, che di fatto serve ad adeguare il prelievo ai rifiuti prodotti, cresce secondo il numero dei membri della famiglia. 
Ed ecco l'errore: la quota variabile andrebbe calcolata una sola volta sull'insieme di casa e pertinenze immobiliari (ovvero posti auto, cantine, soffitte, box), tenuto conto del numero dei familiari. 
L'esistenza di svariate pertinenze infatti, non accresce la quantità d'immondizia prodotta dal nucleo familiare. 
Mentre i Comuni accusati di averla maggiorata l'avrebbero applicata tante volte quante sono le pertinenze dell'abitazione, come se l'immondizia lievitasse in presenza di più pertinenze. Per un appartamento in cui vive una famiglia di 4 persone, con superficie complessiva di 150 mq., di cui 100 di casa, 30 di garage e 20 di cantina, la parte variabile della tariffa relativa ad autorimessa e cantina (come precisato dal punto 4.2 dell'allegato 1 al DPR n. 158/99) "va computata solo una volta, considerando l'intera superficie dell'utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze site nello stesso comune". Pertanto l'importo da versare si otterrà sommando: tutte le quote fisse rispettivamente di casa, garage e cantina, a cui si aggiungerà UNA, E SOLO UNA VOLTA, l'importo della quota variabile.Quindi il COMUNE mi fa pagare il TRIPLO di quanto dovrei. 
La regola generale si deduce da un regolamento (articolo 17, comma 4, del Prototipo di Regolamento per l'istituzione e l'applicazione della Tares) applicabile anche alla Tari con riferimento ai fruitori delle utenze domestiche. 
La norma stabilisce che "le cantine, le autorimesse o altri simili luoghi di deposito, si considerano utenze domestiche condotte da un occupante, se persona fisica priva nel comune di utenze abitative. 
In difetto di tale condizione i medesimi luoghi si considerano utenze non domestiche". In parole povere, sulle pertinenze si applica la Tari come se fossero case, se chi le usa non risiede nel Comune. 
Se è residente, si considerano locali accessori all'appartamento stesso. 
Non resta che IMPUGNARE entro 60 giorni l'avviso di accertamento del tributo, notificato dal Comune, presentando ricorso alla Commissione tributaria provinciale, in cui si denuncia la cattiva applicazione della normativa. 
Dunque, si può procedere con una richiesta al Comune di accesso agli atti amministrativi (come previsto dalla L.241/90). In questo modo si potrà consultare il proprio fascicolo e verificare i criteri adottati per il calcolo del tributo." 
Per questa estremamente chiara spiegazione, ringraziamo Carlo Carmosino, magistrato in pensione e stimatissimo professionista.

Compostiere di comunità? Per ora è solo uno dei grandi bluff di De Luca!!!



In questi giorni è iniziata la campagna della Regione “Ieri rifiuto, oggi risorsa” relativa al nuovo Piano Rifiuti della Campania in cui si evidenziano tre azioni chiave: 

- Meno rifiuti in discarica 
- Più raccolta differenziata 
- Zero nuovi termovalizzatori 
Nel volantino distribuito viene dato ampio spazio al compostaggio di comunità evidenziando che la Campania è tra le prime Regione italiane ad aver previsto tale pratica nel ciclo integrato dei rifiuti. 
Ebbene, il Comune di San Giorgio del Sannio con Delibera di Giunta nr. 58 del 28/03/2017 ha disposto di aderire alla la manifestazione di interesse alla localizzazione di impianti di compostaggio di comunità per trattamento delle frazione organica dei rifiuti urbani 
Ad oggi, tuttavia, NESSUNO SA quali sono i Comuni che sono stati individuati per l’attribuzione delle compostiere, quali sono i criteri di assegnazione, quale è la tempistica e quali la modalità nei singoli Comuni per la localizzazione degli impianti e e per la loro messa in esercizio. 
PRATICAMENTE LA REGIONE CAMPANIA HA SPESO MIGLIAIA E MIGLIAIA DI EURO PER UNA CAMPAGNA CHE E' SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PROPAGANDA, dal momento che ad oggi quanto scritto è solo in fase ipotetica!! 
Per questo motivo, abbiamo chiesto al Sindaco e all'assessore all'igiene urbana di fornire alla cittadinanza, ove fossero in loro possesso, tutte le informazioni relative ai quesiti di cui sopra, affinché quanto dichiarato dalla Regione Campania nel volantino distribuito sia una reale opportunità e non una mera presa in giro per i cittadini, 
Ove, invece, tali informazioni non fossero nella disponibilità dell’Amministrazione Comunale di San Giorgio del Sannio, ho chiesto di sollecitare la Regione Campania affinché i cittadini vengano messi condizioni di poter applicare nel proprio territorio di residenza quanto dichiarato nel volantino, ad oggi in maniera del tutto teorica. 
Abbiamo chiesto, infine, che non venga passata sotto silenzio la precedente RICHIESTA DI RIESAME IN AUTOTUTELA dell’Ordinanza nr. 78 del 25/09/2017 relativa alla frazione secca non differenziabile, dal momento che tale ordinanza ha creato molta confusione nella cittadinanza [ad esempio riguardo al conferimento di pannolini e pannoloni che, nel capitolato d’appalto relativo al bando per la gestione del servizio, sono indicati come oggetto di una raccolta a parte su prenotazione] e dal momento tale confusione, generata da informazioni incomplete se non addirittura errate, può determinare errori nel conferimento e il mancato rispetto della raccolta differenziata.

Affinché si ottengano alti livelli di raccolta differenziata, i cittadini non possono essere considerati meri esecutori materiali bensì devono essere messi nelle condizioni, attraverso gli strumenti opportuni, di ottenere i risultati migliori. 
Ecco, dunque, che diventa prioritario pressare la Regione Campania per le compostiere di comunità, emanare ordinanze precise e dettagliate, fare campagne di sensibilizzazioni mirate , come previsto del resto, nel capitolato d’appalto, e , perché no, individuare incentivi ad hoc che consentano una maggiore riduzione dei rifiuti a monte [incentivi per negozi di merci sfuse, alimentari e non; riduzioni sui tributi; eco compattatori di bottiglie e lattine; etc].

Aderiamo alla CARTA DI BARI per proteggere l'acqua e gli acquedotti del Sud

Ai nostri Comuni continuano ad arrivare fax targati Alto Calore Servizi con i quali si comunicano interruzioni serali e notturne, i cittadini vivono ormai con gli inseparabili secchi di riserva dietro le porte e i politici, nazionali e locali, tacciono, anche coloro che l’acqua ce l’hanno tra le stelle del loro programma! 
Eppure da un po’ di tempo a questa parte ci sarebbero tanti argomenti su fui fare serie riflessioni anche a livello locale, ma evidentemente , e lo sosteniamo da tempo, organizzare momenti di informazione per la cittadinanza è molto meno redditizio che fare campagne di marketing politico a base di selfie con i parlamentari di riferimento, soprattutto ora, con le elezioni nazionali alle porte. 
Ma tant’è. 
Allora, vediamo un po’ quali sono questi argomenti. 
Il primo e più importante è l’obiettivo del Governatore della Puglia, il piddino Emiliano, di creare la prima grande multiutility del Sud Italia grazie all’ingresso nella gestione dei servizi (acqua, rifiuti, energia,trasporti) delle multinazionali Suez e Veolia. 
In questo progetto rientrerebbero, oltre ad Acquedotto Pugliese, anche Gesesa, società mista di proprietà del colosso privato Acea, e Alto Calore Servizi e in questa direzione va visto il recentissimo riavvicinamento di Alto Calore e Gesesa,il cui amministratore delegato Ferrari ha nei giorni scorsi rilasciato interviste in tal senso [http://www.orticalab.it/Acqua-riecco-Gesesa-L-Alto-Calore]. 
Peccato, però, che anche questo progetto vada totalmente contro gli esiti del Referendum sull’Acqua pubblica così come è accaduto negli anni scorsi con la Legge n. 164/2014 (concentrazione dei servizi pubblici locali nelle mani di poche grandi multi-utility), la legge 23 dicembre 2014, n. 190 ( che ha incentivato i Comuni a privatizzare i servizi pubblici a rete (acqua inclusa) attraverso sconti sul Patto di Stabilità interno), il Testo Unico sui servizi pubblici locali, decreto attuativo della legge Madia ( che nei fatti indica ai comuni come la ripubblicizzazione dell’acqua debba essere solo una delle vie possibili, e ovviamente non la preferibile), la cancellazione dell'art. 6 della Legge per la Ripubblicizzazione dell'Acqua (che abolisce quella norma che prevede che l'acqua sia pubblica, che la gestione dell'acqua sia pubblica e che le infrastrutture dei servizi idrici siano pubbliche). 
Siamo di fatto in uno stato di ILLEGALITA’,non solo nei confronti dell’esito del Referendum ma anche nei confronti delle direttive UE, tanto che la Commissione europea ha emanato severe sanzioni contro l’Italia per flagrante inadempienza nel campo della salvaguardia e protezione delle risorse idriche, della qualità delle acque potabili e della presentazione/esecuzione di piani nazionali di gestione dei bacini idrografici. Tale stato d’illegalità macroscopica, inoltre, perdura anche rispetto alle azioni di gestione del territorio, dei suoli, dei corpi idrici, dal momento che il governo non fa che navigare a vista, nell’urgenza (leggasi EMERGENZA) continua, in reazione ai sempre più frequenti e gravi disastri delle inondazioni, delle siccità, delle frane, dei terremoti causati in larga parte dall’incuria, dagli interessi corporativi a corto termine, e dalla corruzione di tanta parte della politica nazionale e locale. 
L’ultimo evidente accadimento che conferma l’adesione della politica nazionale e locale alla teoria capitalista mercantile dell’acqua è stato il Festival dell’acqua, organizzato a Bari nei giorni scorsi proprio nel palazzo dell’Acquedotto Pugliese ad opera di Utilitalia, la federazione italiana delle multiutilisties che vede attivamente coinvolte ACEA, HERA, IREN, A12, Suez, Veolia e tutta la crème del mondo tecno-scientifico italiano al servizio del settore privato, quasi a mandare un segnale pubblico della disponibilità finale delle autorità pugliesi a cedere la gestione dei servizi idrici ai privati. 
NON SI PUO’ CONTINUARE A TACERE SU QUESTI FATTI!!! 
E soprattutto non si può continuare a stare nell’immobilità aspettando che le cose si risolvano, perché da sola la situazione non cambierà di certo! 

Per questo motivo, ci uniamo alla Rete per la Difesa delle Fonti d’Acqua del Mezzogiorno d’Italia riunitasi a Bari il 7 ottobre scorso e ci impegniamo a diffondere la CARTA DI BARI, sottoscritta in quella sede, per riaffermare con forza e serietà che i cittadini vogliono essere parte attiva nei processi di decisione del presente e del futuro dell’acqua nelle loro regioni. 
La Carta di Bari, inoltre, riafferma la scelta, sancita dal referendum del 2011, in favore dell’acqua bene comune pubblico e del diritto umano all’acqua per la vita, che non deve essere pagato in veste di consumatori ma finanziato come cittadini, dalla fiscalità e dalla collettività e propone cinque priorità d’azione e di regolazione pubblica a livello regionale/nazionale e europeo/mondiale e specialmente per una politica dell’acqua del Mezzogiorno: promozione (indispensabilità dell’acqua per la vita), protezione (contro l’accaparramento, i furti, l’inquinamento, il bioterrorismo…), prevenzione (innovazioni per ridurre i prelievi, gli sprechi, garantire la conservazione, migliorare la qualità), partecipazione (anima della democrazia) e prossimità (la cura dell’acqua è propria delle comunità). 
Per tutte le motivazioni sopra espresse, i cittadini attivi del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio fanno proprie le conclusione dell’incontro tenutosi a Bari e INVITANO tutti i cittadini sangiorgesi e sanniti “di buona volontà ad attivarsi con ogni azione di resistenza e pressione democratica, per ottenere il rispetto dell’esito del referendum del 2011, la riappropriazione delle fonti d’acqua, l’applicazione dei principi di partecipazione democratica recuperando un ruolo politico nel governo e nella gestione del servizio idrico integrato”. 
La partecipazione e la mobilitazione pacifica sono le uniche armi che abbiamo per combattere la negazione dell’esito referendario del 2011 e per sancire che l’acqua non è una merce ma un diritto inalienabile di tutti.

venerdì 29 settembre 2017

SI SOSPENDA L'ORDINANZA SUI RIFIUTI INDIFFERENZIATI!!!


Abbiamo appena inviato al Sindaco di San Giorgio del Sannio, come cittadini attivi del Meetup Amici di Beppe Grillo una richiesta DI RIESAME IN AUTOTUTELA dell’Ordinanza nr. 78 del 25/09/2017 .

Pare, infatti, del tutto illegittimo che il Sindaco ordini di inserire“… nel sacco della frazione “secca dei rifiuti non riciclabili” comunemente detta indifferenziata … SOLO oggetti in gomma, carta carbone, oleata, da forno, plastificata, vetrata, polveri e sacchetti di aspirapolvere,giocattoli non elettronici, CD/DVD, cassette audio video, posate in plastica, terracotte e porcellane, cicche di sigarette, penne pettini, calze di nylon,cosmetici, lumini votivi, vasi di piante, polistirolo ….” , dal momento che rimarrebbero fuori da questa lista numerosi altri oggetti d’uso comune non riciclabili che sono normalmente presenti nelle case dei cittadini e che, non essendo presenti nell'ordinanza, risulterebbero ad oggi impossibili da smaltire in alcun modo.

Non si comprende, infatti, dove dovrebbero essere conferiti numerosi altri rifiuti non differenziabili quali : accendini, bastoncini per la pulizia delle orecchie, compresse di garza, batuffoli di cotone idrofilo per struccarsi, bigiotteria, bottoni, cerotti, lamette per la barba, spazzolini, vecchi abiti non riciclabili, vecchie scarpe, panni antistatici, stracci per la polvere e per lavare i pavimenti, articoli vari di cancelleria (come temperamatite in ferro, matite righe e righelli, bianchetti, nastro ed etichette adesive, timbri e tamponi), guanti in lattice, piastrine per zanzare, calamite,salviette per l’igiene personale, profilattici, spugne da bagno e da cucina, custodie e cover per cellulari e tablet e tanto altro ancora, ovvero tutto quello che non è possibile conferire né nell’umido né nella plastica né nella carta né negli ingombranti, nei RAEE, nei pannolini/pannoloni o nel vetro.

Pertanto, abbiamo chiesto al Sindaco, previa sospensione urgente degli effetti dell’ordinanza suddetta e il riesame immediato dell’ordinanza stessa, di procedere al suo annullamento o quanto meno alla revisione dell’elenco presente nell’ordinanza ovvero di modificare l’ordinanza eliminando la parola “SOLO” ed aggiungendo, a corollario del parziale elenco presentato,la frase “… e in genere tutto quello che non è riciclabile e non può essere inserito nella raccolta differenziata”.


N. B. nell'ordinanza si fa riferimento ad un aumento del costo per tonnellata del rifiuto indifferenziato da conferire alla SAMTE da 175.00 a 199.03 euro.
Non è proprio né pensabile né accettabile che per ridurre il costo di smaltimento dell'indifferenziato si riducano le tipologie dei rifiuti da conferire: dove dovrebbero essere messi questi rifiuti che non sono presenti nell'elenco in ordinanza???
E' dovere del Sindaco e degli amministratori non solo ORDINARE bensì soprattutto SENSIBILIZZARE i cittadini alla riduzione dei rifiuti a monte, al riciclo e soprattutto al riuso.
Esistono mie proposte in tal senso fatte al Comune nei mesi scorsi ma per le quali non c'è stata alcuna risposta.
E, cmq, il Sindaco ci dovrebbe ancora spiegare cosa ne pensa del pessimo esempio dato da quegli amministratori che nella giornata di "Puliamo il mondo" hanno mischiato ogni tipo di rifiuti nei sacconi neri senza differenziare alcunché.

mercoledì 13 settembre 2017

Buon anno scolastico! Ma le scuole sono sicure?

Gli alunni delle scuole sangiorgesi hanno bisogno di scuole sicure e non della solita e ormai vetusta lavata di faccia di inizio anno!!!

GENTILI SINDACO E CONSIGLIERE DELEGATO ALLA SCUOLA, A CHE PUNTO SIAMO CON I LAVORI DI ADEGUAMENTO SISMICO DELLE SCUOLE???
PARE PROPRIO CHE SIAMO IN
ALTO MARE!!!
Pertanto, dopo la figuraccia dell'anno scorso [abbiamo controllato i documenti e sulla sicurezza è tutto a posto, e invece non c'era il certificato antisismici], quest'anno si è adottata la linea del silenzio...

MA NON PARLARNE NON RISOLVE IL PROBLEMA, ANZI AUMENTA LA SFIDUCIA NEI VOSTRI CONFRONTI!!!

Il Consigliere delegato alla Scuola De Ieso pensa solo alle operazioni di facciata e tace sulla sicurezza delle scuole sangiorgesi!!!

CON L'ARRIVO DI SETTEMBRE ARRIVA IL SOLITO "PANNICELLO CALDO" PER LE SCUOLE SANGIORGESI: FAREMO PROGETTI SULL'EDUCAZIONE AMBIENTALE!!!

PECCATO PERO' CHE CI SI DIMENTICA DELLA SICUREZZA SCOLASTICA BEN LUNGI DALL'ESSERE RAGGIUNTA!!!
IL CONSIGLIERE DELEGATO DE IESO NAVIGA A VISTA, SENZA UN'ADEGUATA PROGRAMMAZIONE E COSì I SUOI COLLEGHI AMMINISTRATORI !!!
LIMITARSI A QUESTE OPERAZIONI DI FACCIATA E' SEGNO DI INCAPACITA' E SIGNIFICA PRENDERE IN GIRO LA GENTE!!!

Apprendiamo dalla stampa che il consigliere delegato alla Scuola Nicola De Ieso sta definendo insieme con il presidente regionale di Legambiente “percorsi progettuali che possano coinvolgere gli studenti dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini” a partire dal prossimo appuntamento internazionale di Puliamo il Mondo che si terrà a San Giorgio a metà settembre.
Ottima cosa sicuramente, ma a due settimane dall’inizio dell’anno scolastico ci saremmo aspettati ben altre parole e ben altri progetti per la nostra scuola!
Accogliamo con favore, sia chiaro, le iniziative legate all’ambiente quando sono associate ad un programma annuale, se non pluriennale, di sensibilizzazione ambientale e di tutela del territorio, ma, contemporaneamente ci chiediamo: perché non iniziare l’anno con iniziative legate alla sicurezza sismica, a scuola e nella nostra cittadina in genere?
Certo, non ne dubitiamo, è sicuramente un nobile intento quello di rendere partecipi gli studenti nella tutela del territorio ma è altrettanto sacrosanto il loro diritto a avere ambienti scolastici che non gli cadano sulla testa in caso di sisma!
Sappiamo tutti, infatti, e se c’è qualcuno che non lo sa lo ribadiamo adesso, che, a dispetto del messaggio rassicurante dello scorso anno da parte del consigliere De Ieso,“abbiamo preso visione presso gli uffici tecnici dei documenti che attestano il rispetto di tutte le norme di sicurezza”, anche quest’anno mancano i certificati di agibilità sismica per cui anche quest’anno, le nostre scuole sono sì agibili ma sismicamente vulnerabili.
L’unica differenza è che quest’anno, nello scorso giugno per la precisione, è stata indetta la gara d’appalto per l'affidamento della progettazione definitiva, della progettazione esecutiva dell’operazione e della redazione della relazione geologica e indagini geologiche dell’ “Efficientamento energetico e adeguamento sismico della Scuola dell’Infanzia Istituto Comprensivo Statale Rita Levi Montalcini” e che, nello scorso luglio, è stata nominata la commissione giudicatrice per la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico ed economico.
Ma i lavori sono ben lungi da iniziare e, comunque, quando inizieranno sarà solo per la Scuola dell’Infanzia mentre le altre scuole chissà quanto dovranno aspettare.
In questa situazione di vulnerabilità, dunque, sarebbe stato un segnale importante riprendere il percorso di collaborazione tra l’Istituto Levi Montalcini e il Comune , con il patrocinio dell’Università del Sannio e dell’Ordine dei geologi, per approfondire ancora il tema del rischio sismico .
O davvero l’Amministrazione e il delegato alla scuola pensano che con i tre o quattro incontri svolti, per lo più tecnici e scarsamente interattivi, per cui poco appetibili per i ragazzi, il tema della sicurezza in caso di sisma o di calamità naturale sia stato trattato esaustivamente?
Sarebbe bastato duplicare il cosiddetto METODO GIAPPONE [http://www.youkosoitalia.net/…/armi-giapponesi-contro-i-te…/], così tanto imitato in America, in Canada e nei paesi scandinavi, e che i cittadini attivi avevano proposto nei diversi incontri avuti con i responsabili dell’UTC, con il Sindaco e nei numerosi scambi di pec già nel 2016, ma tant’è.
Così come sarebbe bastato mantenere le promesse fatte, per iscritto peraltro e con tanto di numero di protocollo, riguardo alla formazione di un gruppo di Protezione Civile Comunale e alla realizzazione e posizionamento della cartellonistica informativa relativa ai punti di raccolta della popolazione.
Probabilmente, però, oggi tira molto di più farsi vedere con la pettorina gialla a pulire un’aiuola insieme ai bambini con guanti e palette piuttosto che fornire alle scuole i kit per la sopravvivenza post sisma e fare una pianificazione dettagliata delle evacuazioni!
Una specie di specchietto per le allodole, insomma, anzi forse anche qualcosa di più, visto che il delegato alla scuola, che è anche delegato all’agricoltura nonché Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione di Coldiretti e Segretario regionale dell’Associazione di Coldiretti Campania Terranostra, sembrerebbe mostrare tutta questa attenzione all’ambiente anche per tenere distante dalla vita politico – amministrativa del paese la questione del glifosato nella nuova villa comunale (se ne parlerà forse in altri luoghi?) nonché la mancata presa di posizione del Comune sulla questione del fipronil nelle uova ancora oggi vendute nei supermercati.
Comunque, mancano ancora due settimane all’inizio dell’anno scolastico: aspettiamo il messaggio inaugurale del consigliere Dei Ieso, magari stavolta riuscirà a stupirci.

martedì 29 agosto 2017

Il Sindaco annuncia una nuova assemblea con il Presidente di Alto Calore Servizi: un'altra presa per i fondelli!!!

Il sindaco comunica alla cittadinanza che a settembre ci sarà una assemblea chiarificatrice con il Presidente di ALTO CALORE.
Ma per chiarire cosa?
Il quadro è già molto ma molto chiaro e da tempo.
l'abbiamo scritto e lo sosteniamo  da oltre un anno e lo ribadiamo ancora:

Dovremmo essere in guerra, una guerra per riappropriarci dell’acqua che Renzi e la Madia prima, De Luca ed Emiliano poi, hanno già deciso che deve essere gestita dai privati, ed invece siamo letteralmente presi in giro dai nostri amministratori, maggioranza e opposizioni.
Il Sindaco vuole chiarimenti da Alto Calore, la consigliera pentastellata pensa alle denunce in procura e agli accordi con la Puglia (solo uno specchietto per le allodole per tenere buoni campani da un lato e pugliesi dall'altro e prendere tempo), il gruppo Ricci tace e altro non può fare avendo perso il finanziamento di 1.900.000 euro per la ristrutturazione e potenziamento della rete idrica.
In tutto questo marasma, i cittadini vogliono soluzioni che ad oggi non ci sono.
E perché non ci sono?
perché la POLITICA NAZIONALE E REGIONALE HA GIA' DECISO, DA ANNI ORMAI, CHE LA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO DEVE ESSERE AFFIDATA AI PRIVATI!!!

- Per volere di Renzi e del suo Governo, lo Sblocca Italia (D. L. n. 133/2014, convertito nella Legge n. 164/2014) ha avuto come obiettivo principale la concentrazione dei servizi pubblici locali nelle mani di poche grandi multi-utility capaci di competere all’estero e ha previsto che divenisse “gestore unico” (obbligatorio per ogni ambito territoriale) chi ha già in mano il servizio “per almeno il 25 % della popolazione” ( ovvero A2A, Iren, Hera e la famosa Acea che possiede il 15% delle quote di Gesesa etc) e poi la legge di Stabilità (legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha incentivato i Comuni a privatizzare i servizi pubblici a rete (acqua inclusa) attraverso sconti sul Patto di Stabilità interno.

A ciò si devono aggiungere: 
- il Testo Unico sui servizi pubblici locali, decreto attuativo della legge Madia, che nei fatti indica ai comuni come la ripubblicizzazione dell’acqua debba essere solo una delle vie possibili, e ovviamente non la preferibile. Ed in più cancella di fatto anche l’altro referendum, quello sulla tariffa ovvero stabilisce che si tornerà a leggere in bolletta la voce la “adeguata remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato”; 
- la cancellazione dell'art. 6 della Legge per la Ripubblicizzazione dell'Acqua , ovvero l'abolizione di quella norma che prevede che l'acqua sia pubblica, che la gestione dell'acqua sia pubblica e che le infrastrutture dei servizi idrici siano pubbliche.

In Campania, la longa manus del Sottosegretario alle Infrastrutture Del Basso De Caro, riferimento assoluto di Renzi nel nuovo collegio elettorale Sannio – Irpinia, ha presumibilmente avuto, tra le sue missioni, quella di consegnare le sorgenti più importanti dell’Italia meridionale nelle mani di ACEA, ovvero di Caltagirone, che ha in Gesesa il suo presidio sui nostri territori. 
Ecco, quindi, che nel dicembre 2015 viene approvata, in una seduta allucinante del Consiglio Regionale, presieduto, lo ricordiamo, da un'altra fedelissima, di area irpina stavolta, Rosetta D'Amelio, la legge regionale di riordino del servizio Idrico nr. 15/2015, il cui padre è il Consigliere PD Fulvio Bonavitacola.
Questa legge accentra il potere nelle mani di pochi, anzi di pochissimi (un Presidente, un Direttore Generale e 20 membri di un Comitato Esecutivo, i quali governeranno le scelte gestionali di tutti i 550 comuni della regione) per cui i sindaci non hanno alcun potere decisionale.

Questa legge di riordino, inoltre, sin dall'art. 1, si mostra in linea di continuità con gli intenti del PD e del Governo. Nell'art. 1, infatti, si legge “La Regione Campania riconosce che l’acqua è un bene collettivo di origine naturale che va tutelato ed utilizzato prioritariamente per le occorrenze della vita umana […]“
Ebbene, definire l'acqua come bene collettivo, cioè pubblico, e non come bene comune, ovvero un diritto fondamentale della persona umana, non del cittadino, un diritto che è sopranazionale, di interesse collettivo, transgenerazionali, cioè un bene che deve arrivare alle future generazioni, costituisce l'escamotage che consente all'estensore della legge, che nel caso di questa legge regionale ha precisi indirizzi politici nazionali, di sostenere la tesi che l'acqua rimane pubblica anche se la gestione è affidata ai privati, i quali, non essendo dei benefattori gestiranno il servizio nell'ottica del massimo profitto.
Inoltre, l'art. 21 della legge regionale al comma 6 dice: “ai soggetti gestori titolari di affidamenti conformi al regime pro tempore di cui all’art. 172 del decreto legislativo n. 152/2006, al fine di favorire sinergie operative di gestione del ciclo, sono consentite, nel rispetto della normativa nazionale, operazioni societarie volte all’aggregazione e razionalizzazione delle gestioni esistenti, da attuare in conformità a quanto previsto dall’art. 3 bis del decreto legislativo n. 138/2011, anche ai fini della razionalizzazione delle partecipazioni degli enti territoriali (diminuzione delle cosiddette società partecipate)”.

Quindi, in buona sostanza, il discorso è questo: gli obblighi della Legge Regionale nr.15/2015 sono figli di un chiaro intento di Renzi, del Governo e del PD nazionale di far entrare ii privati nella gestione dei servizi pubblici locali.
In virtù di ciò, pur essendoci altre soluzioni diverse dalla fusione, che rimane comunque e sempre una possibilità e non un obbligo, i sindaci del PD e gli esponenti PD locali spingono per questa eventualità.

A questo punto, si inserisce la volontà ormai nemmeno più tanto celata, del Presidente della Regione Puglia Emiliano di creare la più grande multiutility del Sud Italia attraverso la fusione di Acquedotto Pugliese con Alto Calore e Gesesa.
Per farlo è sua intenzione vendere le quote societarie di Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, ai Comuni, non certo per mantenere l’acqua pubblica ma per favorire la svendita di queste quote ai privati, stante l’indisponibilità economica dei Comuni stessi per il rifacimento e la manutenzione delle reti. Un’ulteriore conferma della volontà di svendere l’acqua è la nomina a Presidente di AQP dell’ing. Nicola De Sanctis, con un recente passato in IREN s. p. a., una delle principali multiutility italiane.
Questo quadro desolante rende ancora più evidente, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, che i politici oggi per potersi pagare le campagne elettorali e per poter poi, gestire al meglio quel mondo di mezzo dei tanti Buzzi e Carminati che bazzicano intorno alla politica, devono necessariamente sottomettersi ai poteri forti economico finanziari, banche e multinazionali, che guardano all’acqua come al petrolio del presente e del futuro.

Tutto ciò detto, è evidente , e non mi stancherò mai di dirlo, che la politica, e il PD in particolare, quella stessa politica che ha distrutto Alto Calore, ha creato artatamente la crisi idrica fino a farla giungere ai livelli di disperazione che stiamo vivendo oggi, e questo a partire dagli accordi del 2012, (così come è già accaduto in passato per le numerose crisi dei rifiuti, per l’emergenza incendi, per la ricostruzione post sismica, per la questione migranti) per poter, poi, portare a compimento il proprio piano di svendita dell’acqua, e più in generale, dei servizi ai privati.

E per rendere ancora più critica la situazione e costringere il popolo ad accettare l'ingresso dei privati, purché venga distribuita l'acqua, ci si mette pure De Luca, il quale ha dichiarato più volte, l'utima ad Avellino il mese scorso, che la gestione pubblica è "una bella poesia" e che soldi per la ritrutturazione delle reti non ce ne sono per cui toccherà ai nuovi gestori privati provvedere.
Per esteso la sua dichiarazione è la seguente: "Sull’acqua pubblica ci siamo riempiti la bocca di poesia, ma la verità è che servirebbero centinaia di milioni sulle reti e lo Stato non ha i soldi.
Decidiamo:o ci riempiamo il cuore di poesia o facciamo arrivare l’acqua nelle case".
Tutto chiaro no?
Se la Regione abdica al ruolo di programmare gli investimenti, non potrà che toccare al nuovo gestore.

Alto Calore i soldi non ce l'ha, e proprio nei giorni scorsi i sindacati hanno ancora una vola dichiarato la loro preoccupazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali che sembrano piuttosto a rischio e per gli stipendi che non vengono pagati.
Ecco , dunque, che la soluzione più adeguata è affidare la gestione del servizio idrico ai privati, ovvero la multiutility del Sud di Emiliano che vede al centro degli investitori ACEA, una controllata dalla SUEZ, che distribuisce acqua a 116,4 milioni di persone in tutto il mondo.

In conclusione, l'obiettivo della politica è tenerci in un’emergenza continua per poi proporci la soluzione capestro della gestione privata di un bene che, invece, è un diritto inalienabile dell’uomo!!!

Le cose potranno cambiare solo se il popolo vorrà ribaltare il sistema una volta per tutte, innanzitutto non votando più coloro che ci stanno distruggendo.
Il popolo deve uscire una volta per tutte dal meccanismo perverso del clientelismo, del voto venduto per un favore, del voto dato ai parenti e ai conoscenti legati a questo o a quel politico di professione che magari un giorno viene pure arrestato!
Le crisi, le emergenze, le difficoltà politico amministrative che viviamo oggi, sono senza dubbio figlie di questa scellerata consuetudine e, se ad oggi le cose non sono cambiate ancora, vuol sicuramente dire che al popolo, alla maggioranza del popolo va bene così, va bene essere collusi e complici di coloro che ci stanno portando alla distruzione.

Ad oggi, la cosa più importante che il popolo può fare è innanzitutto non lamentarsi delle condizione in cui siamo perché, attraverso il voto, il popolo stesso ha creato le basi per questa condizione che viviamo oggi. E a nulla servono le interviste televisive, e le riunioni con coloro che sono i primi colpevoli di questa situazione!

COME SEMPRE DICHIARA PADRE ALEX ZANOTELLI, IL POPOLO DEVE ASSUMERSI LA RESPONSABILITA' DI ESSERE IL CUSTODE DELL'ACQUA E DIFENDERE A SPADA IL CONCETTO DI ACQUA BENE COMUNE E DIRITTO PER TUTTI!
PER FARLO, E' NECESSARIO METTERE IN CAMPO TUTTE LE AZIONI PACIFICHE POSSIBILI PERCHE' VENGA RISPETTATO IL REFERENDUM E PERCHE' VENGA SCONGIURATO IL PROGETTO DI PRIVATIZZAZIONE DELLA CAMPANIA E DEL SUD ITALIA.

venerdì 25 agosto 2017

Uova casertane vendute con il marchio TRE COLLI...Ma l'azienda non era sotto sequestro???

AD OGGI LA SITUAZIONE RELATIVA ALLE UOVA AL FIPRONIL E' LA SEGUENTE:

- i lotti di Uova TRE COLLI con scadenza dal 17 agosto al 19 settembre sono stati ritirati dal commercio

- sugli scaffali dei negozi son in vendita confezioni di uova TRE COLLI che contengono uova prodotte a Presenzano in prov. di Caserta

MA SE LO STABILIMENTO E' SOTTO SEQUESTRO COME SI FA A IMPACCHETTARE LE UOVA E POI DISTRIBUIRLE???
E, SOPRATTUTTO, CHI DEVE CONTROLLARE, ASL IN PRIMIS, COSA FA???





ALTRABENEVENTO Comunicato stampa del 25 agosto 2017


Tre giorni fa la ASL di Benevento ha annunciato di aver posto sotto SEQUESTRO lo stabilimento della Azienda Agricola PORCELLI Emanuele Maria di APICE perché solo state trovate tracce di INSETTICIDA pericoloso per la salute.
Il DIRETTORE GENERALE Della Azienda Sanitaria,Franklin Picker ha pure tentato di ASSICURARE i consumatori sostenendo che le uova di tale ditta sono state RITIRATE DAL COMMERCIO.
INVECE ieri con la collaborazione di diversi cittadini abbiamo ACQUISTATO confezioni di "uova tre colli" ANCORA IN VENDITA nei supermercati di Benevento ed abbiamo trovato all'interno UOVA PRODOTTE nel comune di PRESENZANO in provincia di CASERTA.
Com'è possibile?
Come fa lo stabilimento sequestrato a produrre ancora confezioni di uova e metterle in vendita ?
I consumatori comprano uova della azienda agricola di Apice e invece nella confezione trovano uova casertane.
COSA STANNO CONTROLLANDO la ASL e i CARABINIERI del NAS (Nucleo Anti Sofisticazione) ?

Il Presidente - Gabriele Corona

AltraBenevento rivela il nome dell'Azienda produttrice delle uova al Fipronil!

Le "UOVA TRE COLLI - UOVA DI SERIE A" prodotte ad APICE sono quelle risultate CONTAMINATE da INSETTICIDA.

Sugli scaffali di diversi supermercati della provincia di Benevento ci sono ancora confezioni nonostante il sequestro dello stabilimento e le rassicurazioni della ASL.


Il 22 agosto l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ha comunicato che in un centro di imballaggio annesso ad un allevamento di uova di Benevento, sono state trovate tracce di Fibronil. Altrabenevento ha chiesto alle autorità competenti di rendere noto il marchio delle uova in modo da consentire ai consumatori o ai produttori di alimenti derivati (pasta, dolci, ecc) di non usarle, ma la ASL di Benevento si è limitata a sostenere genericamente di aver attivato tutte le procedure a tutela dei consumatori.
Il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria, Franklin Picker, non ha comunicato il nome della ditta produttrice delle uova, ed ha dichiarato che "Il servizio veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria ha provveduto, di concerto con personale del Nas dei carabinieri di Salerno, a imporre al produttore in questione il blocco della produzione, il sequestro del capannone e l’obbligo di rintracciare e ritirare dal commercio tutte le uova distribuite sino a ieri".
Questo comportamento della ASL è inaccettabile! 
Una azienda pubblica non può pensare di tutelare il buon nome di una ditta, comunque sanzionata per la presenza di insetticida nella confezione di uova, e non consentire ai cittadini, ai ristoratori, ai produttori di dolci e pasta fresa, di sapere se possono usare le uova magari acquistate qualche giorno fa. Nell'incertezza i consumatori sono costretti a non usare o acquistare le uova prodotte da altri allevatori del Sannio, con danno enorme per tutti gli operatori economi onesti. 
Questa è la stessa ASL che non si accorgeva dei pasti schifosi serviti ai malati mentali e agli anziani dalla Ristorò della famiglia Porcelli-Barretta.
Pertanto, considerato che la tutela della salute pubblica è un obiettivo prioritario che non può essere compromessa da comportamenti omissivi delle autorità di controllo, Altrabenevento ha deciso di rendere noto che le uova in questione sono vendute con il marchio "UOVA TRE COLLI- UOVA DI SERIE A" (vedi foto allegate) prodotte dalla Azienda Agricola di Porcelli Emanuele Maria, confezionate in C.da Castiglione di Apice (BN). Il codice di imballaggio riportato sulla confezione è però intestato a Porcelli Antonio, socio della società "Uova Tre Colli srls" con la stessa sede ad Apice.
Nonostante le assicurazioni della ASL, questa mattina abbiamo ancora trovato sugli scaffali di alcuni supermercati le confezioni di queste uova. Invitiamo pertanto tutti i cittadini a non consumare o non usare per preparare alimenti, le predette "UOVA TRE COLLI". Chiediamo anche a tutti i consumatori di verificare in quali negozi sono ancora in vendita queste uova, acquistarne una confezione e conservare con gli scontrini. 
Prossimamente ci serviranno, sia gli scontrini, sia le uova per regalarle alla ASL e a tutte le autorità di controllo, gli amministratori pubblici, le associazioni dei produttori e i politici che non sono voluti intervenire a tutela della salute pubblica.
Il presidente Gabriele Corona

La risposta del Sindaco riguardo alle uova al Fipronil

Ieri avevamo chiesto al Sindaco di San Giorgio, quale massima autorità sanitaria cittadina e a tutela della salute dei cittadini sangiorgesi, di intervenire presso gli organi competenti affinché venissero diffuse tutte le informazioni necessarie a salvaguardare la salute dei cittadini e a tutelare le aziende in regola con i controlli zoo profilattici.
Ebbene, la risposta non si è fatta attendere ed in essa si comunica l'avvenuta richiesta alla Direzione dell'ASL e del Distretto Sanitario perché vengano fatti gli "opportuni accertamenti" e vengano forniti "dati oggettivi sulla contaminazione delle uova".
Ebbene, l' ASL di Benevento ha già emesso ieri 23 agosto un comunicato con il quale conferma la presenza dell'insetticida Fibronil in un allevamento di uova di un comune del beneventano e dichiara di "aver attivato tutte le procedure indicate dal ministero della Salute per tutelare il consumatore". Inoltre il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria, Franklin Picker dopo aver comunicato il sequestro del capannone oggetto di controlli, ha dichiarato "Voglio tranquillizzare i consumatori, i prodotti contaminati saranno rintracciati e ritirati dal commercio già in giornata (cioè ieri 23 agosto)". [http://www.aslbenevento1.it/modules.php…

La nota del Sindaco, quindi, pur sollecita, non risponde affatto all'istanza inviata!

Il Ministero della Salute, l’Istituto Sperimentale Zooprofilattico del Mezzogiorno e l'ASL di Benevento, infatti, hanno già effettuato i controlli e comunicato gli esiti, pertanto, gli "opportuni accertamenti" e i "dati oggettivi sulla contaminazione delle uova" richiesti dal Sindaco sono già stati fatti e comunicati.
Quello che manca è il nome dell'azienda e il marchio delle uova contaminate, uniche informazioni utili ai cittadini per potersi tutelare ed effettuare acquisti consapevoli!

Per questo motivo , quindi, abbiamo ribadito al Sindaco la richiesta di intervenire presso le autorità competenti affinché vengano diffuse informazioni precise relative al nome dell'azienda e al marchio delle uova contaminate, dal momento che solo attraverso questa informazione i cittadini possono evitare il consumo delle uova contenenti Fibronil, magari acquistate prima del ritiro delle scorte presenti sul mercato.

Il silenzio sul nome dell'azienda, è inaccettabile come inaccettabile è il fatto che, verosimilmente per provare a salvaguardare tale azienda, si metta a rischio la salute dei cittadini consumatori e l'attività di altre aziende risultate negative ai controlli.

Uova al Fipronil in un allevamento in provincia di Benevento

Questo tipo di informazione è parziale e crea allarmismo ( del resto è scritto in testa all'articolo stesso)!

Nei comunicati del Ministero della Salute e dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico del Mezzogiorno si legge:
“è stato disposto il sequestro sia dei centri di imballaggio che degli allevamenti annessi e il rintraccio e il ritiro dal mercato di eventuali prodotti contaminati”
Nell'articolo, invece, si fa riferimento ad un allevamento di Apice, senza mai citare il nome peraltro.

Ciò premesso, e senza voler creare preoccupazioni ulteriori ma solo per consentire ai cittadini consumatori di tutelare la propria salute e di fare acquisti consapevoli, sarebbe auspicabile che TUTTI I SINDACI SANNITI, quali massime autorità sanitarie del proprio territorio, intervenissero presso le autorità competenti al fine di dare ai cittadini informazioni complete e definitive.




Questo è quanto abbiamo chiesto al Sindaco di San Giorgio e al Prefetto come cittadini e come attivisti del Meetup amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio.

I comunicati stampa della consigliera pentastellata di San Giorgio ci fanno sempre più cadere le braccia!

Dovremmo essere in guerra, una guerra per riappropriarci dell’acqua che Renzi e la Madia prima, De Luca ed Emiliano poi, hanno già deciso che deve essere gestita dai privati, ed invece la consigliera che fa? 
Continua per la sua strada fatta di selfie e di comunicati stampa dove si dicono cose trite e ritrite, e soprattutto superate.
Lei sta ancora ferma al livello degli Accordi Interregionali con la Puglia, temporanei o definitivi che siano, mentre la politica è già molto, ma molto più avanti.
Chi è veramente addentro alla questione della distribuzione dell’acqua tra Campania e Puglia, sa bene che, come spesso sottolineato dal geologo ed ex dirigente di Alto Calore Sabino Aquino, la situazione che esiste oggi sulle sorgenti irpine è simile a quella di un bicchiere pieno nel quale sono immerse tante cannucce. In Italia esistono oltre 5000 acquedotti che sfruttano le sorgenti nazionali e nel caso irpino, la mancanza di una organizzazione unica ed integrata, sempre secondo Aquino,non ha permesso di quantificare la reale quantità di acqua che viene drenata in una direzione piuttosto che in un’altra.
Dal punto di vista tecnico scientifico, infatti, i nostri corsi di acqua e le sorgenti non conoscono né i confini geografici né quelli delle amministrazioni. Un gestore unico, invece, come sostiene anche Aquino, può salvaguardare i Comuni ed i cittadini dai rischi di inquinamento, garantire le interconnessioni tra reti, metterci a riparo dalle crisi idriche e garantire una adeguata gestione dei pozzi e degli invasi.
Sulla base di queste evidenze, la politica, e il PD in particolare, quella stessa politica che ha distrutto Alto Calore, ha creato artatamente la crisi idrica fino a farla giungere ai livelli di disperazione che stiamo vivendo oggi, e questo a partire dagli accordi del 2012, (così come è già accaduto in passato per le numerose crisi dei rifiuti, per l’emergenza incendi, per la ricostruzione post sismica, per la questione migranti) per poter, poi, portare a compimento il proprio piano di svendita dell’acqua, e più in generale, dei servizi ai privati.
Prova ne sono da una parte la scellerata legge di riordino del servizio idrico campano che accentra il potere nelle mani di pochi, anzi di pochissimi (un Presidente, un Direttore Generale e 20 membri di un Comitato Esecutivo, i quali governeranno le scelte gestionali di tutti i 550 comuni della regione) e dall’altra, la volontà ormai nemmeno più tanto celata, del Presidente della Regione Puglia Emiliano di vendere le quote societarie di Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, ai Comuni, non certo per mantenere l’acqua pubblica ma per favorire la svendita di queste quote ai privati, stante l’indisponibilità economica dei Comuni stessi per il rifacimento e la manutenzione delle reti. Un’ulteriore conferma della volontà di svendere l’acqua è la nomina a Presidente di AQP dell’ing. Nicola De Sanctis, con un recente passato in IREN s. p. a., una delle principali multiutility italiane.
Questo quadro desolante rende ancora più evidente, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, che i politici oggi per potersi pagare le campagne elettorali e per poter poi, gestire al meglio quel mondo di mezzo dei tanti Buzzi e Carminati che bazzicano intorno alla politica, devono necessariamente sottomettersi ai poteri forti economico finanziari, banche e multinazionali, che guardano all’acqua come al petrolio del presente e del futuro.
Ed è evidente anche che la responsabilità più grande di questa situazione si deve attribuire esclusivamente a quella maggioranza di italiani che ancora oggi vota questi politici, nonostante ci stiano rubando non solo il nostro bene più prezioso ma ci stiano togliendo tutti i diritti, anche quelli garantiti dalla Costituzione.
Ciò detto, appare chiaro che la situazione è talmente ben avviata verso un itinerario già previsto ed organizzato che pochissimi sono i margini di risoluzione immediata.
Bisogna essere chiari su questo!
Ad oggi non è cambiato niente e niente cambierà nell’immediato futuro perché i partiti, con la regia del PD, hanno deciso e stanno portando avanti il loro piano, che è tutto tranne un’operazione a favore dei cittadini!!!
L’acqua non è tornata nei rubinetti dopo la riparazione dell’elettropompa di Cassano né tantomeno tornerà quali che saranno i prossimi accordi con la Puglia: l’obiettivo della politica è tenerci in un’emergenza continua per poi proporci la soluzione capestro della gestione privata diun bene che, invece, è un diritto inalienabile dell’uomo!!!
Le cose potranno cambiare solo se il popolo vorrà ribaltare il sistema una volta per tutte, innanzitutto non votando più coloro che ci stanno distruggendo.
Il popolo deve uscire una volta per tutte dal meccanismo perverso del clientelismo, del voto venduto per un favore, del voto dato ai parenti e ai conoscenti legati a questo o a quel politico di professione che magari un giorno viene pure arrestato!
Le crisi, le emergenze, le difficoltà politico amministrative che viviamo oggi, sono senza dubbio figlie di questa scellerata consuetudine e, se ad oggi le cose non sono cambiate ancora, vuol sicuramente dire che al popolo, alla maggioranza del popolo va bene così, va bene essere collusi e complici di coloro che ci stanno portando alla distruzione.
Per questo, ogni volta che vi manca l’acqua nei rubinetti di casa, pensate a quante volte vi siete impelagati anche voi in questo meccanismo: forse lavarvi con la minerale vi costerà meno fatica.

N. B. In Puglia il M5S da tempo ha dato vita a una grande mobilitazione contro Emiliano, nelle Istituzioni e fuori; a San Giorgio del Sannio la consigliera pentastellata ed il suo entourage si crogiolano nei comunicati stampa e si fanno intervistare alla tv: ah, il pensiero delle prossime elezioni!!!



mercoledì 21 giugno 2017

NOVITA' IMPORTANTI SUL FRONTE ACQUA E CRISI IDRICA


ANCHE SE NON POTREMMO AVERNE BENEFICI IMMEDIATI, E' STATO FINALMENTE APPROVATO IL FINANZIAMENTO PER L'OTTIMIZZAZIONE DELLA POMPA DI SOLLEVAMENTO DI CASSANO IRPINO pari a 6.259.327,00 !!! 

A lavori finiti, il nuovo impianto di Cassano consentirà una maggiore capacità di portata ed un notevole risparmio energetico. 
Il finanziamento non inciderà sull’attuale emergenza in quanto la cantierizzazione dell’opera prevede ben 18 mesi di lavoro. 
L’Alto Calore otterrà un primo finanziamento già nel 2017 di € 1.259.327, il restante importo sarà suddiviso in altre due tranche € 3.000.000 nel 2018 e € 2.000.000 nel 2019 secondo il cronoprogramma. 
Inoltre, in un incontro tenutosi ieri a Caserta, sono stati ridefiniti i prelievi idrici 
dall’Alta Irpinia e i rapporti tra la Campania e la Puglia alla luce dell’emergenza idrica. L’acqua della fonte di Cassano sarà suddivisa al 50% tra Puglia e Campania, dando respiro alla zona dell’Alto Calore. 
Fino a ieri la la fonte di Cassano forniva per il 20% acqua alla Campania e per l’80% alla Puglia, da ieri si fa a metà tra le due regioni!!! 
Inoltre è stata autorizzata la messa in esercizio del potabilizzatore di Conza, costruito da Acquedotti Pugliesi in territorio campano, che consentirà di immettere da subito in rete altri 1.000 litri al secondo.

La consigliera risponde piccata alla nota del Comune ma senza atti a sostegno delle sue affermazioni:e la trasparenza dov'è?

Dopo la nota stampa dell'Amministrazione Comunale di San Giorgio diffusa ieri, La consigliera pentastellata risponde piccata sparando nel mucchio e senza offrire prove concrete delle sue affermazioni: 

... abbiamo detto... abbiamo chiesto ... abbiamo richiesto formalmente ... noi non siamo qui per farci prendere per i fondelli ...

CI AVETE STUFATO!!! 
VOGLIAMO VEDERE LE CARTE, I NR DI PROTOCOLLO, I REGISTRI!!! 


N.B. qua se c'è qualcuno preso per i fondelli sono i cittadini!!! 
Se è vero che state svolgendo per bene il vostro lavoro perché non lo dimostrate coi fatti, con le carte, coi registri??? 
Perché non applicate la tanto osannata trasparenza? 
Perché di fatto impedite ai cittadini di monitorare la vostra azione amministrativa? 
Volete solo guardare un casa d'altri ma non vi piace che si guardi in casa vostra??? 
VERGOGNA!!!

lunedì 19 giugno 2017

LE BUFALE A UN TANTO AL CHILO DELLA CONSIGLIERA PENTASTELLATA (parte II)

Visto che, nell'anno di consiliatura appena trascorso, la consigliera pentastellata sangiorgese si è completamente integrata in quella casta che, invece, il M5S da sempre combatte, appare evidente che per lei ed i suo fantomatico entourage sia consuetudine guardare la pagliuzza nell'occhio dell'altro e non vedere la trave nel proprio!!!
Infatti, dopo il Consiglio Comunale di qualche giorno fa, la consigliera del M5S si è affrettata a comunicare a mezzo stampa (ma mai attraverso le pagine ufficiali del Movimento) che ha provveduto a denunciare al Ministero dell'Interno e alla Prefettura possibili anomalie nel rispetto della normativa riguardante la discussione degli argomenti in Consiglio Comunale ma ha completamente omesso di spiegare il vero motivo del contendere ovvero le sue ASSENZE nella commissioni consiliari, organismi in cui, secondo lo Statuto Comunale, art. 24 comma 5, si devono discutere e approfondire gli argomenti prima di portarli in Consiglio.
Pare infatti, che sia la maggioranza che l'altra componente dell'opposizione le abbiamo a piè sospinto fatto notare che lei non è presente alle commissioni e che non è plausibile, per giustificare le assenze, la motivazione della convocazione in orario serale dal momento che, in qualità di membro di commissione, potrebbe tranquillamente essere lei per prima a convocarle in orari a lei più consoni.
Perché, allora, la consigliera invece di smentire i suoi colleghi in Consiglio carte alla mano svia il discorso su altre questioni?
E, soprattutto, perché, non spiega, carte alla mano, ai sangiorgesi dei quali si dice portavoce come stanno realmente le cose?
I cittadini hanno il diritto di sapere se la persona che hanno votato sta svolgendo in maniera corretta il proprio ruolo istituzionale, in particolare se la persona che hanno votato è stata eletta sotto il vessillo di un Movimento che ha tra i valori fondanti la legalità, la trasparenza, l'Onestà.

domenica 18 giugno 2017

LE BUFALE A UN TANTO AL CHILO DELLA CONSIGLIERA PENTASTELLATA

Apprendiamo dalla pagina Facebook del M5S San Giorgio, che “San Giorgio del Sannio ha partecipato all'incontro organizzato da Marì Muscarà in Regione Campania, con autorevoli esperti del settore, per la gestione dell'umido. Alla platea ed agli esperti è stata illustrata la nostra battaglia al Comune, perfettamente in linea con la corretta gestione dell'umido.”
Ebbene, alla luce degli esiti dello scorso Consiglio Comunale, disastrosi per la consigliera pentastellata e per la sua mozione sul compostaggio domestico, sarebbe forse il caso di chiarire di che battaglia si tratta.
Se per battaglia dell’umido, infatti, intende la risibile mozione sul compostaggio domestico presentata in Consiglio Comunale qualche giorno fa e nemmeno discussa, siamo veramente messi male!
Ci risulta, infatti, da fonti autorevoli ( fonti non ufficiali, visto che nessuno, figuriamoci la pseudo paladina della trasparenza, si premura di pubblicare un report del dibattito consiliare), che la mozione non sia stata proprio discussa e sembra che sia stato più volte fatto notare alla consigliera M5S che, come da Statuto Comunale, art. 24 comma 5, “gli argomenti consiliari devono passare al vaglio della competente Commissione che li dovrà esaminare in tempo congruo … dopo tale termine l’argomento potrà essere portato in Consiglio”.
Pare, inoltre, che le siano state evidenziate anche le sue assenze in commissione, appunto cui lei avrebbe risposto che le commissioni vengono convocate sempre in orario serale, per cui non è facile parteciparvi.
Ma, di grazia, signora consigliera, lei, quando si è candidata, non lo sapeva che questi sono gli oneri del ruolo istituzionale?
Se sapeva di non aver tempo a sufficienza per espletare i suoi doveri di portavoce, perché si è candidata? 
E ancora, se proprio non può partecipare alle commissioni convocate dagli altri membri, perché la commissione non la convoca lei?
Forse perché queste norme lei non le conosce, come pare le sia stato ricordato più volte, sia dalla maggioranza che dall’opposizione, durante il dibattito consiliare?
Va bene che il M5S sostiene l’idea che in Comune può entrare anche la casalinga di Voghera, ma qui pare siano stati passati i limiti!!!
Comunque, tornando al compostaggio, sta di fatto che , sempre nelle conversazioni informali con membri della Giunta, il Comune fa sapere che il compostaggio domestico si può fare ma deve essere adeguatamente regolamentato, soprattutto per l’aspetto dei controlli da parte dell’Ente, e, ad oggi, un regolamento ad hoc non esiste. 
Inoltre, sembrerebbe anche che prima di fare ulteriori passi in questo senso, il Comune voglia aspettare di vedere gli esiti della questione relativa alle compostiere di comunità che, se fornite dalla Regione,consentirebbero ai cittadini di smaltire l’umido in maniera sostenibile ed avere a monte una riduzione della tassa sui rifiuti.
Tutto ciò premesso, e visto che anche il progetto delle compostiere di comunità non è farina del suo sacco bensì è frutto del lavoro della senatrice Moronese, che ha addirittura predisposto il testo della mozione da portare in consiglio comunale, qual è l’impegno e la battaglia della consigliera pentastellata?
Vuoi vedere che per battaglia dell’umido la consigliera intende la gita turistica per le contrade sangiorgesi che sta pubblicizzando nel portale Rousseau, peraltro visibile solo agli iscritti al blog di Grillo, nel quale si promuove la riduzione del 15% sulla tassa rifiuti per chi abita in campagna e fa il compostaggio come un’iniziativa del M5S, mentre questa riduzione è già attiva nel nostro Comune da diversi anni?
Se così fosse, come noi dubitiamo, non solo la consigliera e il suo fantomatico entourage dimostrerebbero che stanno usando strumentalmente la riduzione della TARI per coprire le figuracce del Consiglio Comunale e farsi belli agli occhi dei cittadini con un’iniziativa non propria ma soprattutto dimostrerebbero che non hanno capito niente della funzione “call to action” della piatta forma Rousseau: call to action significa “invito all’azione” da parte di uno o più attivisti nei confronti di meetup ed attivisti vicini geograficamente per un progetto comune … e lei consigliera, di grazia, chi e per quale progetto sta facendo questa call, se nei Comuni limitrofi (ad es. Calvi, San Martino Sannita, San Nazzaro, San Nicola Manfredi) il compostaggio domestico in aree rurali è già attivo e lo è anche a San Giorgio? 
Cos’altro dire … anche se il M5S combatte a spada tratta le fake news la consigliera penta stellata sembra vendere bufale a un tanto al chilo!!!


N. B. se a qualcuno risulta qualcosa di diverso da questo ci fornisca la sua versione, preferibilmente corredata di prove, grazie

lunedì 12 giugno 2017

Le buone intenzioni del Sindaco, le opposizioni inesistenti e Oscar Wilde

E’ stato distribuito in questi giorni a San Giorgio del Sannio un opuscoletto curato dall’Amministrazione Comunale, intitolato “Dossier 2016/17 - PRESENZA E AZIONI”.
Il titolo è interessante e richiama, senza ombra di dubbio, all’analisi dell’attività amministrativa del 1° anno di consiliatura. Del resto le due parole evidenziate in maiuscolo, PRESENZA E AZIONI, hanno un’etimologia molto chiara: presenza, dal latino praesentia, derivato di praesens -entis «presente» si riferisce a ciò che è attuale; azione, dal latino actio -onis, derivato di agĕre «agire», part. pass. Actus, si riferisce ad un atto compiuto.
Ci si aspetterebbe, di conseguenza, di aprire l’opuscolo e di trovarvi cose tangibili e fatti concreti, e, invece, sembra proprio di trovarsi di fronte un tema scolastico intitolato “cosa vorrei fare da grande.

Ma analizziamo le pagine una per una e vediamo di che si tratta.

Dopo una premessa elogiativa di tutti i dipendenti
comunali, della Segretaria Generale, dei Consiglieri Comunali, coordinati, e cito, “brillantemente” da Nicola De Ieso, sì proprio quel De Ieso che si è reso protagonista di episodi imbarazzanti come quello dei certificati sismici inesistenti per le scuole, dell’appalto temporaneo della mensa illegittimo e del recente uso del glifosato nella nuova Villa Comunale, si passa agli interventi: un elenco puntato e numerato di 17 casi, almeno la metà dei quali solo ipotetici o, comunque, non realizzati.

Fatti salvi la sistemazione provvisoria delle strade di San Giovanni e dei marciapiedi di Viale Spinelli, la 2°vasca del depuratore, il Centro Anti Violenza sulle donne, il patto territoriale delle Colline Beneventane e alcuni eventi sportivi e culturali, cui si affiancano contesti ora iniziati ma ancora ben al di là da venire, quali la ristrutturazione della vecchia casa comunale e il canile, infatti, siamo di fronte ad una elenco di pii desideri e buone intenzioni insieme a situazioni tutte da ridere.
Ma entriamo nel dettaglio delle intenzioni che chissà se mai saranno realizzate: il Museo Rurale (idea che, peraltro, la sottoscritta ha proposto al neo Sindaco con istanza protocollata all’albo pretorio proprio all’inizio del suo mandato); il potenziamento della distribuzione idrica, per il quale è stato solo “dato mandato” per assumere un mutuo presso la cassa depositi e prestiti; le fognature di Monterone e Cesine , per le quali “sono in cantiere” gli studi preliminari; il Piano Traffico, che è solo nella fase di “studio”.
Seguono, poi, le situazioni tragicomiche come l’installazione di nuovi scaffali nella biblioteca comunale, definita alla RenziManiera “Restyling” o l’invito ad iscriversi al liceo cittadino perché “Non è possibile abbandonare il Liceo scegliendo scuole che richiedono maggiore impegno, sacrificio e vigilanza delle famiglie”. Ma cosa significa, di grazia? Che esistono scuole nelle quali l’impegno, da parte di alunni e famiglie è minore di altre e che di queste una si trova a San Giorgio? O ancora che il Liceo comunale é potenzialmente una scuola più leggera e con la promozione assicurata?
Francamente questa mi pare una grave caduta di stile, inaccettabile per una Giunta che si compone di esimi professionisti ed esperti conoscitori del mondo della scuola e della cultura.
Si chiude, poi, con la Tutela Ambientale, racchiusa ed esemplificata in una giornata ecologica invernale e una primaverile, strumenti di comunicazione e sensibilizzazione vecchi ed inadeguati ai tempi e soprattutto inutili, se non preceduti e seguiti da un programma serio ed efficace di iniziative di promozione della strategia di riduzione, riciclo e riuso dei rifiuti.
Nell’ultima pagina, per concludere, la chicca finale: “in questo dossier abbiamo voluto riassumere le iniziative e le azioni che abbiamo prodotto …” Peccato che quanto realizzato sia solo una minima parte delle buone intenzioni espresse!

A riguardo, Oscar Wilde scriveva “Le buone intenzioni sono inutili tentativi di interferire con le leggi scientifiche. Nascono dalla pura vanità. Il risultato è il nulla assoluto. Ogni tanto ci procurano una di quelle sterili e voluttuose emozioni che hanno un certo fascino sulle persone deboli. Tutto qui. Non sono altro che assegni a vuoto.”
Intanto, questi assegni a vuoto li pagano i cittadini, visto che oltre i mutui, le tasse e quant’altro pure questi opuscoli li abbiamo pagati noi!!!
E nel frattempo, le opposizioni, continuano a stare alla finestra...Sarà forse per questo motivo che nell’opuscolo ne viene elogiato il ruolo e sottolineata l’importanza???
Chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdámmoce 'o ppassato, San Giorgio è questa qua!





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