martedì 12 dicembre 2017

La politica sangiorgese, i veleni e le fake news, una bella storia di Natale!

Dopo le ultime catastrofiche uscite sulla stampa dell’Assessore Accettola e del Circolo PD di San Giorgio del Sannio riguardo all’inquinamento della Villa Comunale, è venuto il momento di alcune considerazioni di natura politica.

La prima.
L’Assessore Accettola, cercando di portare acqua al mulino della maggioranza, nel virgolettato riportato dalla stampa parla di “diatriba politica tra ex
amministratori e movimenti cittadini che sta seminando il panico tra i cittadini.” E sostiene che “Il Comune di San Giorgio del Sannio, è stato accusato di aver utilizzato il Glifosato come diserbante”, cosa non vera, sempre secondo l’Assessore, perché è stato usato il Dicophar.
Che senso hanno queste dichiarazioni se non quello di manipolare l’informazione a mò di fake news, ora tanto di moda, al fine di creare un’immagine distorta della vicenda?
L’Assessore Accettola sa benissimo, e ove non lo sapesse la invito ad andarsi a leggere le istanze protocollate presso l’Ente, che la sottoscritta, attivista del Meetup cittadino Amici di Beppe Grillo, non ha mai accusato nessuno bensì ha chiesto solo chiarimenti in ordine al diserbante usato e alle incongruenze tra le dichiarazioni rese da una parte dal Consigliere delegato all’Agricoltura De Ieso e dall’altra dall’Ufficio Tecnico Comunale.
Idem dicasi per l’esposto dove semplicemente si richiede alla Procura di verificare l’esistenza degli estremi per eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti dedotti.
L’Assessore, infine , sa benissimo, stanti le sue competenze di chimica e biologia, che il Dicophar, legale e normalmente in commercio, contiene un erbicida, il 2.4-D, che è potenzialmente cancerogeno, per cui il problema non sta nel fatto di aver usato un diserbante illegale bensì di non aver scelto un diserbante biologico o un altro metodo di diserbo, come sarebbe stato auspicabile per degli amministratori dichiaratisi sin dalla campagna elettorale attenti all’ambiente.
Rigirare sapientemente la frittata: è, dunque, questa la levatura di coloro che si erano posti come alternativa giovane e di qualità alla vecchia amministrazione?

E veniamo alla seconda considerazione.
Un fantomatico Circolo PD di San Giorgio del Sannio appare magicamente dal nulla, guarda caso proprio in questi giorni, e, magicamente, comincia ad interessarsi dell’ambiente, dei rifiuti, delle questioni giudiziarie di cui il paese è protagonista, guarda caso per difendere un illustre piddino sangiorgese, quel Claudio Ricci uscito dalla porta delle Comunali e rientrato dalla finestra delle provinciali!!!
Ma dov’era finora questo Circolo? Da chi è composto? Chi è l’estensore della
nota diffusa a mezzo stampa? E, soprattutto, a che titolo dichiara “fa specie il silenzio della consigliera di opposizione pentastellata, impegnata più in una diatriba interna con i transfughi del proprio movimento che in una vera e propria opposizione al malgoverno della nostra comunità”?
E’ evidente che in questo fantomatico Circolo non sanno nemmeno che cosa sia la critica costruttiva all’interno di una forza politica, non sanno cosa significhi il monitoraggio sull’attività degli eletti da parte degli elettori, e per questo parlano di diatriba e di transfughi, creando anch’essi una fake news grande come una casa!
Tanto per intenderci, la sottoscritta è felicemente e convintamente iscritta al Blog di Grillo e al Portale Rousseau, attraverso il quale può democraticamente esprimersi sulle questioni che vengono messe al voto, fare proposte di legge e interpellare gli eletti del Movimento. 
E altrettanto convintamente e democraticamente esprime il suo profondo dissenso con la consigliera eletta e la sua lista, con l’inconsistente e impalpabile presenza del gruppo locale del M5S nell’azione politico amministrativa a San Giorgio, senza per questo essere una transfuga o, peggio, senza essere espulsa come, invece, si vocifera in giro.

In conclusione, questa vicenda dell’inquinamento della Villa Comunale se da un lato costituisce uno dei punti più brutti e più bassi della storia amministrativa di San Giorgio del Sannio, dall’altro è la prova provata del fatto che l’unica cosa che fa paura alla politica sono i cittadini informati, elevati da politici e amministratori al rango di accusatori e transfughi per il solo fatto di riuscire con competenza e conoscenza dei fatti a difendere il diritto della comunità alla salute e ad una corretta amministrazione .

Elvira Santaniello

venerdì 8 dicembre 2017

L'inquinamento della Villa Comunale in prima pagina su Il Mattino di oggi 8 dicembre 2017

ORA SI APRONO NUOVI SCENARI: 

- come ci è finito il berillio nel terreno della villa comunale?
- come ci sono finiti gli idrocarburi policiclici aromatici?
- erano già presenti nel terreno prima dei lavori della Villa o ci sono finiti perché quel terreno ce l'hanno messo dopo?
- se erano presenti già da prima dei lavori, perché chi doveva verificare il rispetto delle norme relative ai parchi pubblici non lo ha fatto?
- se c'erano già prima, è possibile che lo stesso inquinamento sia presente in altre zone di San Giorgio?
- se sono dovuti ad un riporto di terra, perché è stata usata terra inquinata? da dove viene quella terra? chi ha materialmente portato quella terra e con quali autorizzazioni? chi doveva controllare e non ha controllato?

Un cenno particolare, poi, meritano il comunicato del Sindaco Pepe e il comunicato stampa diffuso dal gruppo Insieme Protagonisti che fa capo all'ex Sindaco Ricci.
Il Sindaco Pepe scrive che è stato dato mandato ad una ditta esterna per fare nuove analisi da confrontare con quelle dell'ARPAC.
In questo modo, pare che il Sindaco metta in dubbio i dati ARPAC.
Forse perché, sapendo che potrebbe anche essere indagato, pensa di poter utilizzare nuove analisi per contestare il sequestro e difendersi da eventuali accuse? 
Le nuove analisi dunque, vanno a tutela della salute dei cittadini o della persona del Sindaco?
E veniamo al gruppo Ricci. 
Nel comunicato stampa diffuso oggi e nei post su Facebook di un suo membro non eletto, ancora si sostiene che l'inquinamento derivi dal diserbante usato.
E dove sta scritto questo? Dove sono i documenti che sostengono questa tesi? Il diserbante usato pare non essere collegato in alcun modo al berillio e ai policiclici aromatici rinvenuti del terreno. Dunque, quali prove ha il gruppo Ricci, se le ha, di essere estraneo alla vicenda o, quanto meno, di non aver controllato la regolarità dei lavori svolti sotto la propria sindacatura?
Queste le importanti domande cui si proverà a dare delle prime risposte attraverso la lettura di un'ampia documentazione amministrativa, in attesa delle indagini della Magistratura.
A seguire, poi, sarà necessario fare anche un'ampia analisi politica riguardo a chi governa e a come governa e a chi sta all'opposizione e come fa opposizione.

STAY TUNED

giovedì 7 dicembre 2017

Villa Comunale sequestrata!!!

Ieri il Sindaco rassicurava i cittadini dalle pagine de Il Mattino dichiarando che si attendevano i riscontri delle analisi sul diserbante usato <per ultimare i lavori ed aprire la villa ai cittadini>.
Ometteva però la PRESENZA DI BERILLIO E DI IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI in percentuale 3 volte superiore alla norma prevista perchè l'area in questione potesse essere utilizzata come parco pubblico!
E ometteva anche che il diserbante usato, il DICOPHAR, contiene acido 2.4-diclorofenossiacetico , il 2.4-D, che è stato dichiarato POTENZIALMENTE CANCEROGENO, con una pericolosità di un punto inferiore al glifosato.
LE SUE RASSICURAZIONI, PERO', NON SONO SERVITE A NULLA PERCHE' STAMATTINA LA COSTRUENDA VILLA E' STATA SEQUESTRATA DALLA MAGISTRATURA!!!
In quanto cittadina attiva impegnata sulla questione e firmataria dell'esposto alla Procura di Benevento che ha permesso di scoprire gli altri livelli di inquinamento prendo atto del sequestro, procedimento necessario al fine di chiarire le responsabilità di questo inquinamento.
Prendo anche atto del vergognoso silenzio da parte della consigliera pentastellata di San Giorgio, la quale va a piantare alberi a Benevento e si disinteressa totalmente delle questioni ambientali del Comune in cui è stata eletta nonché della strumentalizzazione della situazione da parte del gruppo Ricci, che ha usato l'inquinamento solo per denigrare il Sindaco ma senza fornire spiegazioni sulle proprie azioni amministrative relative ai lavori fatti proprio sotto la sindacatura Ricci.
La cruda verità è che oggi San Giorgio non ha una Villa Comunale ma un'area inquinata nel pieno centro del paese e che non solo il mutuo di 350.000 euro sta gravando e graverà sulle spalle dei cittadini ma gravosa e onerosa per le loro tasche sarà anche la bonifica!!!
SAN GIORGIO DEL SANNIO NON MERITA UNA MAGGIORANZA E UN'OPPOSIZIONE COSI' INADEGUATE!!!

Il Sindaco Mario Pepe tranquillizza i cittadini sul diserbante usato nella Villa Comunale ma omette particolari sostanziali: volontà di minimizzare o semplice dimenticanza???

Per la seconda volta in pochi giorni, prima in una determina firmata dal responsabile dell’Ufficio tecnico Comunale e poi in un virgolettato del Sindaco Mario Pepe riportato dal “Il Mattino” di oggi 5 dicembre, l’Amministrazione Comunale di San Giorgio attribuisce l’ <eventuale presenza di sostanze inquinanti> alla <coltivazione tabacchicola intensiva> realizzata per molti anni nel terreno individuato per la costruzione della Villa Comunale e afferma di aver < disposto l’uso di diserbante autorizzato dalla legge e normalmente in commercio. Attendiamo riscontri per ultimare i lavori ed aprire la villa ai cittadini>
Ebbene, delle due l’una o il Sindaco e l’Arch. Fusco credono che i cittadini siano degli sciocchi sprovveduti oppure vogliono raccontarci la favoletta di Natale per sminuire l’entità del problema!
Mi spiego: è vero che gli esiti dei campionamenti dell’Arpac ci dicono che è alta la presenza di ∑ DD's (pesticidi organoclorurati) e che questo tipo di pesticidi entra nella composizione del DDT utilizzato nei decenni passati come insetticida in agricoltura, ma è vero anche che gli esiti dei campionamenti ci dicono tante altre cose che, in maniera consapevole o meno,l’Amministrazione ha preferito non sottolineare.
Primo: la presenza nel terreno di Berillio. Il Berillio è un elemento presente in natura e normalmente presente anche nel corpo umano, tuttavia alte concentrazioni di Berillio nel suolo e nell'acqua possono avere un impatto negativo sull'ambiente. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro,infatti, ha designato il berillio ed i suoi composti come cancerogeni anche se l'esposizione ai normali livelli presenti in natura è improbabile che abbia effetti negativi sulla salute umana.
S, secondo la normativa vigente [TAB. 1, ART. 5,TITOLO V, PARTE IV DECR. LGSL. 152/06 Colonna A], la presenza in un terreno di Berillio in valori superiori ai 2 mg per Kg definisce l’area come inutilizzabile come parco pubblico. Il valore rinvenuto nel terreno della costruenda Villa Comunale di Via Aldo Moro è pari a 6,06 mg per kg, ovvero 3 volte superiore alla norma, e quindi il terreno di Via Aldo Moro oggetto di analisi ad oggi non può, se non previa bonifica, essere utilizzato come Villa Comunale.
Secondo: la presenza nel terreno di alte concentrazioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici quali Benzo(a)Pirene, Indeno (1,2,3-c,d)Pirene, Benzo (G,h,i)Perilene. Si tratta di un complesso di composti chimici di cui il benzo(a)pirene è uno dei più conosciuti: queste sostanze si trovano in atmosfera come prodotto di processi pirolitici e di combustioni incomplete, con formazione di particelle carboniose che li assorbono e li veicolano, da impianti industriali, di riscaldamento e dalle emissioni di autoveicoli.
Gli I.P.A. sono generalmente composti persistenti, caratterizzati da un basso grado di idrosolubilità e da una elevata capacità di aderire al materiale organico. Il benzo(a)pirene in particolare, viene classificato, analogamente al benzene, come cancerogeno dalla International Agency for Research on Cancer. Il valore di benzo(a)pirene rinvenuto nel terreno della costruenda Villa Comunale di Via Aldo Moro è pari 0,591 mg per kg su un valore limite di 0,1 mg per Kg ovvero circa 6 volte più del limite consentito affinché l’area oggetto di analisi sia adibita a parco pubblico. Ciò significa che la Villa Comunale è stata collocata in un'area con un consistente inquinamento dell'aria e che quest'area è del tutto inadatta ad ospitare un parco pubblico, così come delineato nella normativa vigente.
Questi due dati, resi pubblici, peraltro, solo dopo la richiesta di accesso civico fatta dalla sottoscritta, evidenziano senza ombra di dubbio che quanto dichiarato dal Sindaco: < Attendiamo riscontri per ultimare i lavori ed aprire la villa ai cittadini> è inaccettabile, dal momento che prima di completare la Villa e renderla fruibile dai cittadini sarà necessario fare una bonifica del terreno.
E ora veniamo al Glifosato.
L’Ufficio tecnico Comunale ed il Sindaco affermano che il diserbante utilizzato, il DICOPHAR, non contiene glifosato, è autorizzato dalla legge e normalmente in commercio. E questo è vero.
Ma, anche qui, consciamente o meno, non vengono resi noti alcuni dettagli.
Il Dicophar contiene per ogni 100 g. di prodotto 6.59 g. di acido 2.4-diclorofenossiacetico, conosciuto con l’abbreviazione 2.4-D., un erbicida in commercio dal 1945 ed ampiamente utilizzato contro le erbe infestanti in agricoltura, in silvicoltura e in ambienti urbani e residenziali.
Ebbene, nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità, dopo aver dichiarato il glifosato “probabilmente cancerogeno per l’uomo” ha classificato il 2.4-D, come “potenzialmente cancerogeno per l’uomo”. La pericolosità di questo secondo erbicida si pone a un livello inferiore rispetto al glifosato, infatti nella descrizione troviamo l’avverbio “potenzialmente”, anziché “probabilmente”, tuttavia nella classifica di pericolosità il 2.4-D si colloca solo un gradino sotto il glifosato. La decisione dello Iarc è stata presa sulla base di prove che hanno ritenuto la sostanza “inadeguata” per l’uomo e “limitata” per gli animali. 
In conclusione, quindi, sia per il glifosato sia per il 2.4-D ci troviamo di fronte ad erbicidi autorizzati dalla legge e normalmente in commercio, come sostengono UTC e Sindaco, tuttavia entrambi hanno elevati profili di pericolosità. In pratica si verifica un caso simile a quello delle sigarette, legali e normalmente in commercio ma dichiarate cancerogene e dannose per chi fuma e per chi subisce il fumo passivo.
Sta di fatto che un’Amministrazione che si dice così attenta all’ambiente, tanto da dare la delega ad agricoltura e giardini ad un consigliere legato a Coldiretti, ai Mercati di Campagna Amica, alle campagne ambientali, avrebbe potuto tranquillamente scegliere un diserbante biologico o effettuare un diserbo manuale o meccanico invece di utilizzare un prodotto che da tempo è sotto osservazione per i suoi potenziali danni. Ma tant’è.
Questo è lo stato della situazione analizzata in maniera nuda e cruda sulla base dei dati in nostro possesso.
E sulla base di questa prima analisi, sembra difficile che questo parco pubblico possa veder la luce a breve termine.
E’ chiaro che come cittadina, come attivista del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio e come firmataria dell’esposto alla Procura della Repubblica considero inaccettabile la superficialità dell’Amministrazione Comunale nell’affrontare i problemi già enormi di un parco pubblico che ancora deve aprire e continuerò a monitorare la situazione con l’aiuto prezioso di un gruppo di lavoro formato da avvocati, geologi, biologi e agronomi.
A parte, poi, sarà necessario affrontare la questione delle responsabilità di questo inquinamento, le responsabilità relative all’individuazione dell’ area di Via Aldo Moro come parco pubblico senza che sia stata prevista un’analisi del terreno che sancisse il rispetto della normativa vigente in tema di parchi pubblici e che mettesse in sicurezza la salute dei cittadini. Ma di questo parleremo nei prossimi giorni.
Un ultimo commento mi sia consentito riguardo all’azione delle opposizioni riguardo a questa situazione.
Si va dallo sproloquio del gruppo Ricci, che appare del tutto inutile e inadeguato, visto che la Villa Comunale di Via Aldo Moro ha visto la luce proprio sotto la sindacatura Ricci al totale disinteresse da parte del consigliera comunale del M5S, totalmente cieca riguardo ad una questione importantissima per la comunità sangiorgese e che il M5S nazionale, invece, sta affrontando da tempo.
Su Facebook e sulla stampa locale sono stati pubblicate note relative al fatto che la consigliera sangiorgese farebbe addirittura paura a Sindaci ed assessori di paesi limitrofi e che gli incontri con rappresentanti degli Enti Locali da lei organizzati vadano addirittura deserti tanto è il terrore che suscita.
Le consiglio vivamente di iniziare ad esercitare le sue doti di terrificante arpia a cominciare dall’assise in cui siede visto che finora la sua presenza e la sua azione sono risultate invisibili invece che invece che incutere paura!!!
A Mario Pepe, infine, una domanda non da Sindaco ma da nonno: ma in un parco in cui c’è un inquinamento di fondo e in cui è stato usato un diserbante potenzialmente cancerogeno ci porterebbe i suoi nipotini?

martedì 28 novembre 2017

Le ultime sull'inquinamento da Glifosato nella nuova Villa Comunale di San Giorgio del Sannio.

Nota di Elvira Santaniello, membro del Meetup e firmataria dell'esposto alla Procura delle Repubblica di Benevento sulla presenza di glifosato nella nuova villa comunale 

Cominciano ad esserci novità riguardo alla questione del possibile uso di diserbanti chimici nella costruenda nuova Villa Comunale di San Giorgio (vedi articolo a firma di Andrea Porrazzo su Il Sannio Quotidiano)

Dopo le ripetute richieste di chiarimenti sull’uso di diserbanti chimici nella nuova Villa Comunale di Via A. Moro e dopo il mio esposto alla Procura della Repubblica di Benevento, è stata pubblicata all’Albo Pretorio la determina del Responsabile del Servizio Lavori pubblici nr. 1095 del 22/11/2017 avente per oggetto: Comunicazione superamento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC) del terreno della costruenda nuova villa comunale di via A.Moro a seguito del procedimento penale n. 1014/2017 RG. Mod.45. Provvedimenti da adottare ai sensi dell’art. 242 comma 2 del D.L.vo 152/2006 e ss.mm.ii.

In questo atto, il responsabile del procedimento, Arch. Fusco, determina di richiedere ad una ditta specializzata di Benevento la migliore offerta per l’esecuzione delle indagini preliminari sui parametri oggetto di potenziale inquinamento nella costruenda nuova villa comunale e per effettuare campionamenti di terreni della costruenda nuova villa per ricercare specificatamente residui di presidi fitosanitari, di parametri Glifosate, 2,4- D, Dicamba, MCPA e MCPP-P,(DICOPHAR).

Fin qui tutto bene, perché tali analisi ci diranno se il glifosato è stato usato oppure no.
Tuttavia, le premesse alla determinazione lasciano veramente senza parole!

Infatti, l’ Arch. Fusco , dopo aver precisato che la Regione Carabinieri Forestale Campania – gruppo di Benevento - in data 21 Luglio 2017, con personale ARPAC del Dipartimento di Benevento, ha eseguito il controllo e il campionamento di terreni all’interno dell’area della predetta costruenda nuova villa comunale, scrive anche che con nota PEC del 15/11/2017, acquisita al prot. comunale in pari data al n.21901, l’ARPAC- Dipartimento di Benevento- ha comunicato al Comune di San Giorgio i risultati dei campionamenti effettuati, risultati che, però, non vengono pubblicati.

Successivamente, poi, sempre l’Arch. Fusco scrive che i campioni di terreni prelevati dall’ARPAC in sede di sopralluogo effettuato in data 21 Luglio 2017 non sono stati esaminati dall’ARPAC -sede Pozzuoli (NA)- in quanto il suo laboratorio non esegue campionamenti di terreni per l’individuazione del glifosato. Ecco, dunque, perché si richiede l’intervento di un laboratorio specializzato di Benevento.

Ma ora viene il bello!

Nel paragrafo successivo, l’Arch. Fusco, scrive che dall’esame del rapporto di prova effettuato dall’ARPAC in data in data 21 Luglio 2017 è emerso il superamento di alcuni valori di concentrazione della soglia di contaminazione di terreno per la destinazione d’uso di verde pubblico dell’area di che trattasi e nei limiti per siti ad uso commerciale e industriale.

“Quindi - continua - la potenziale contaminazione segnalata dall’ARPAC a seguito di analisi di campioni di terreno effettuati nella costruenda nuova villa comunale di via A.Moro, non è attribuibile allo spargimento del diserbante utilizzato per far rinsecchire l’erba nata spontaneamente ma, quasi certamente alla storia del sito (coltivazione intensiva di tabacco svolta per un lungo lasso di tempo dai proprietari e conduttori del fondo agricolo, a partire dagli anni ‘80 fino al 2005 circa)”.

In buona sostanza, il buon Arch. Fusco, attribuendosi un ruolo scientifico che non ha e senza pensare minimamente che la sua affermazione dovrebbe almeno essere suffragata dai risultati delle analisi ARPAC, dichiara che non vi è correlazione tra l’uso del diserbante da parte del Comune e la contaminazione del terreno.
In questo modo, si mette le spalle al coperto, magari confidando che nessuno vada a leggere nelle pieghe della deliberazione.
Ma, “è nei dettagli che il diavolo nasconde la sua coda” dice il vecchio adagio e la sottoscritta lo sa!

Infatti, la sequenza dei fatti, così come elencata nelle premesse della determina, ci dice che l’ARPAC ha fatto i prelievi, dalle prime indagini il sito è risultato inquinato da qualcosa che non sappiamo perché gli esiti dei campionamenti non sono stati pubblicati; l’ARPAC stessa, poi, non ha potuto verificare la presenza di glifosato in quanto il suo laboratorio non esegue campionamenti di terreni per l’individuazione di tale sostanza, per cui devono essere commissionate analisi ulteriori presso un laboratorio specializzato.
Questo e solo questo è quanto avrebbero dovuto contenere le premesse della determinazione, senza lasciare spazio alle interpretazioni personali dell’Arch. Fusco, interpretazioni che lasciano il tempo che trovano e, presumibilmente, sono volte a difendere il proprio ufficio da eventuali successive accuse!

Per questo motivo, ritengo l’ affermazione dell’Arch. Fusco del tutto inopportuna, inappropriata e inaccettabile così come ancora più inaccettabile è il fatto che l’Amministrazione Comunale non sovrintenda all’emanazione di questi atti così approssimativi e superficiali, che minano una corretta azione amministrativa ed una corretta operatività dell’Ente Locale in tema di salute pubblica e tutela ambientale.
Pertanto, in quanto firmataria dell’esposto alla Procura della Repubblica di Benevento, prendo atto del superamento di alcuni valori di concentrazione della soglia di contaminazione di terreno per la destinazione d’uso di verde pubblico dell’area della costruenda nuova Villa Comunale e, in attesa dei risultati delle analisi sulla presenza di glifosato, mi aspetto, in ottemperanza alle norme che riguardano le informazioni ambientali, una solerte pubblicazione sul sito del Comune degli esiti delle analisi dell’ARPAC contestualmente alla nota in cui l’ARPAC stessa dichiara che il suo laboratorio non esegue campionamenti di terreni per l’individuazione di tale sostanza.
In conclusione, mi sia consentita una chiosa di natura politica.
E’ chiaro ed evidente a tutti che questa questione non sarebbe stata sollevata e non si sarebbe mai saputo dell’inquinamento del terreno della costruenda nuova Villa Comunale di San Giorgio se non ci fosse stato l’intervento diretto presso la Magistratura dei cittadini!!!
Questo è l’ennesimo segno dell’inerzia o meglio dell’inesistenza di un’opposizione al Comune di San Giorgio!!!

Certo non ci saremmo aspettati, proprio su questa questione così delicata, un intervento del Gruppo Ricci, dal momento che proprio la Villa Comunale è stato uno dei suoi cavalli di battaglia, ma almeno la consigliera del M5S avrebbe dovuto informarsi, interrogare, denunciare, cercare di sbrogliare questa intricata matassa!
Eppure, il giorno 8 maggio, all’alba di questa storia, è stato pubblicato sul profilo Facebook del M5S San Giorgio del Sannio un video sul glifosato con la seguente didascalia: “Stiamo preparando una proposta da presentare al comune di San Giorgio del Sannio, grazie all'aiuto dei nostri portavoce al Parlamento.” 
Dov’è finita questa proposta? E poi, è mai possibile che l’azione amministrativa di un consigliere del M5S di opposizione si limiti ad un post su Facebook???
Evidentemente questo esposto, nella concezione della politica come marketing che pare avere la consigliera sangiorgese, non aveva lo stesso valore mediatico dei faldoni consegnati alla Raggi o delle presunte vagonate di documenti depositati alla procura di Avellino sotto i riflettori delle tv e i flash dei fotografi!!!

Ma tant’è. 
La verità, e su questo non ci sono dubbi di sorta, è che l’unica vera opposizione che realizza un concreto monitoraggio sull’attività amministrativa sono i cittadini e lo sono da 15 anni a questa parte, da quando il M5S nemmeno esisteva!


















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